Splash Volley Tour Marche 2017

Splash Volley Tour Marche 2017

Splash Volley Tour Marche 2017

2 Tappe:

Macerata @Heaven Beach, dal 30 Giugno al 2 Luglio

Ancona @Piazza Pertini, 28-29 Luglio+ FinalSix 30 Luglio

 

Finalmente è arrivato l’evento più fresco dell’estate!

Lo Splash Volley arriva per la prima volta nelle Marche, con un Torneo itinerante per tutti gli appassionati di pallavolo, dove l’unico scopo è divertirsi!

Un evento nuovo e diverso da tutti gli altri.

In un campo da Volley acquatico 11x22m con rete 2.24 m, verseremo tanta acqua fino a raggiungere circa 40 cm e posizioneremo sotto al campo un tappetino antiurto per prevenire ginocchiate fastidiose!

Struttura:

2 Fasi eliminatorie a Macerata ed Ancona.
Le finaliste per ciascuna tappa, si affronteranno nella Finale in Piazza Pertini il 30 in Ancona.

Sarà come giocare sul bagno-asciuga, ma in piena città!

Regolamento:

  • E’ consentita la partecipazione a tutti i ragazzi/e che abbiano compiuto il 16° anno di età;
  • il limite di tesseramento è fissato fino alla serie B maschile e B1 femminile (comprese);
  • Massimo 20 squadre per tappa;
  • si qualificano alla Finale le finaliste per ogni tappa;
  • si gioca 4 Vs 4 misto;
  • minimo 4 persone per squadra,
  • 2 donne sempre in campo;
  • rete 2.30 m;
  • regole della pallavolo con l’eccezione dell’invasione di campo sottorete come da Beach Volley;
  • i fuori sono definiti dai gonfiabili sui lati (se tocca anche parzialmente il bordo prima di toccare l’acqua, è considerata PALLA OUT);
  • 1 SET a 25 per la fase a gironi (ogni vittoria vale 3 punti in classifica);
  • 2 su 3 per la fase ad eliminazione diretta (2 a 25 e terzo a 15);
  • Finale 1°-2°, 3° e 4° Posto, 3 set su 5.

Modalità d’Iscrizione:

Qui di seguito le modalità di pagamento ed iscrizione per le singole tappe, potete usare il form online per singola tappa o contattarci direttamente ai nostri riferimenti a fondo pagina.

 

  • Macerata

Primo ed unico Torneo  4×4 di volley su sabbia ed acqua.

Potete direttamente iscrivervi all’Heaven Beach, il campo da beach volley coperto in Via dei Velini, di fianco allo Stadio Helvia Recina, compilando il seguente modulo in tutte le sue parti oppure contattarci ai nostri recapiti a fondo pagina.

Modulo di Iscrizione

Le iscrizioni chiudono il 28 di Giugno o al raggiungimento delle 20 squadre.

  • € 20 a persona 
                             Scarica il Regolamento

 

Cosa è incluso nell’iscrizione?

  1. Colazione
  2. Sacca ClubUp!
  3. Maglia

 

  • Ancona

L’iscrizione e pagamento avverrà tramite la piattaforma EventBrite al seguente Link o tramite contatto telefonico!

Splash Volley Tour Marche 2017 EventBrite

per Costi ed ulteriori info vi rimandiamo alla pagina specifica per l’evento in Ancona!

Premi:

  • Materiale Tecnico Macron per le prime 3 squadre qualificate;
  • Occhiali da Sole;
  • Buoni omaggio;
  • Coppe;
  • Accesso diretto alla Final Six di Ancona il 30 Luglio.

Contatti:

info@clubup.it
mattia.patrassi@clubup.it

Mattia Patrassi 3339646600
Enrico Borsini 3385967454 (solo per la tappa di Macerata)

 

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Il dolore femoro-rotuleo 2° parte

Il dolore femoro-rotuleo 2° parte

Il dolore femoro-rotuleo
2° parte

 

Come ci dovrebbe comportare in caso di dolore femoro-rotuleo?

 

La modalità di intervento varia a seconda della fase in cui ci troviamo e a seconda di quelli che sono i fattori biomeccanici predisponenti:

  • fase iniziale, o fase acuta (primi 5-10 giorni):
    1. riposo, riducendo il più possibile le attività che provocano il dolore;
    2. in caso di dolore molto forte, chiedere al proprio medico la tipologia e il corretto dosaggio di farmaci antinfiammatori e/o antidolorifici;
    3. consultare un fisioterapista, il quale, dopo un’accurata anamnesi e valutazione clinica, personalizzerà il trattamento in base alle aspettative e alle necessità del paziente;
    4. esercizi terapeutici da seduto o da disteso, che diminuiscono il sovraccarico a livello dei tessuti infortunati e al tempo stesso permettono di mantenere attiva la muscolatura di tutta la gamba;
  • fase intermedia, o fase sub-acuta (dopo aver ottenuto una buona diminuzione del dolore):
    1. aumento graduale del carico;
    2. ridurre il tempo e/o l’intensità degli esercizi, qualora il dolore dovesse aumentare per più di 24 ore dopo l’allenamento;
    3. iniziare gli esercizi terapeutici in piedi, che possano simulare quelli che sono le necessità sport specifiche e della vita quotidiana, supervisionati dal fisioterapista e dal preparatore atletico;
  • correzione dei fattori biomeccanici predisponenti:
    1. esercizi per migliorare il controllo del busto e del bacino, cosiddetti di “core stability”;
    2. esercizi per migliorare la debolezza e la funzionalità alterata dei muscoli dell’anca e della coscia (rinforzo dei glutei e del quadricipite);
    3. potrebbero anche essere necessari esercizi per migliorare la qualità dell’appoggio del piede e, in alcuni casi, l’utilizzo dei plantari.

 

Queste mostrate solo alcune delle innumerevoli proposte di esercizi terapeutici; ogni esercizio va scelto e dosato accuratamente dopo un’attenta valutazione del quadro sintomatologico e della forza muscolare:

 

A tutto ciò bisognerà sempre affiancare esercizi di stretching (in primis per i polpacci, per i muscoli posteriori della coscia e per i muscoli laterali dell’anca) e delle sedute di terapia manuale per migliorare:

  • l’intensità del dolore;
  • la mobilità della colonna vertebrale e del bacino;
  • la mobilità dell’anca, del ginocchio (compresa la rotula) e della caviglia;
  • la flessibilità delle catene muscolari più accorciate.

 

Cosa ci suggerisce la ricerca scienifica? 

I tutori e i bendaggi funzionali, compreso il Kinesio Taping®,  possono aiutare a ridurre e a controllare il dolore, soprattutto nelle fasi iniziali e in vista di impegni sportivi; sarà compito del fisioterapista valutare, applicare e, in caso, insegnare all’atleta (e/o all’allenatore o a qualsiasi altro membro dello staff) la tecnica più indicata.

 

Come detto nel paragrafo precedente, non esiste un protocollo univoco di esercizi da
seguire, poiché i fattori biomeccanici predisponenti sono molteplici; è però importante tenere presente, per diminuire il sovraccarico a livello dell’articolazione femoro-rotulea durante gli esercizi rinforzo del quadricipite, quanto dimostrato da un’equipe di ricercatori americani:

  • meglio eseguire la leg extension da 90° a 45° di flessione del ginocchio;
  • meglio eseguire lo squat, o gli affondi, da 45° di flessione a completa estensione delle ginocchia (il cosiddetto “mezzo squat”).

 

Ultimi consigli, i più importanti…

Pazienza, costanza e determinazione! Tornare a praticare sport può richiedere diverse settimane, in base alla durata e alla natura dei sintomi, alle limitazioni funzionali, alla forza muscolare e all’aderenza al programma di esercizi; ridurre i tempi di recupero, o non partecipare attivamente alla riabilitazione, sono fattori spesso associati a ricadute.

 

Anche nel trattamento del dolore femoro-rotuleo, la parola chiave è gestione dei carichi (vedi immagine a lato), perciò affidatevi sempre a professionisti esperti ed adeguatamente formati che comunichino costantemente tra loro e con il coach.

By Pier Damiano Bertini

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Il dolore femoro-rotuleo

Il dolore femoro-rotuleo

Il dolore femoro-rotuleo

 

Il dolore femoro-rotuleo, conosciuto anche come “runner’s knee” per la sua alta frequenza nei runners, è caratterizzato da un dolore diffuso nella parte anteriore del ginocchio (intorno, dietro o sotto la rotula), che esordisce gradualmente e in maniera insidiosa anche durante le semplici attività quotidiane come camminare e salire/scendere le scale; può essere aggravato da salti, squat, corsa e dal mantenimento prolungato della posizione seduta.

Non è necessariamente associato una lesione a carico di una o più strutture anteriori del ginocchio; recenti studi clinici hanno dimostrato che esistono soggetti con dolore femoro-rotuleo in assenza di infiammazione e con perfetta conservazione di tendini, legamenti e cartilagine.

 

 Quali possono essere le cause del dolore femoro-rotuleo? Molteplici e spesso associate tra loro.

Partiamo dai cosiddetti fattori intrinseci, che sono puramente fattori biomeccanici:

  • un’alterazione della conformazione ossea del femore, sia a livello dell’anca
    che del ginocchio;
  • un alterato scorrimento della rotula;
  • una variazione del movimento di tutta la gamba, dall’anca al piede, durante la fase di appoggio monopodalico;
  • una debolezza dei muscoli stabilizzatori del tronco e del bacino;
  • una debolezza dei muscoli stabilizzatori dell’anca;
  • una debolezza del quadricipite;
  • un’eccessiva rigidità dei muscoli flessori del ginocchio e/o dei polpacci e/o del quadricipite;
  • una ridotta o eccessiva mobilità della caviglia;
  • un aumento della pronazione dinamica del piede;
  • nel caso specifico dei runners, si è visto che una tecnica di corsa errata (appoggio di tallone, passi eccessivamente lunghi, bassa frequenza d’appoggio, inclinazione del busto all’indietro) contribuisce allo sviluppo del dolore femoro-rotuleo.

Parlando invece dei fattori estrinseci, che non si riferiscono cioè al nostro organismo, dobbiamo considerare:

  • improvvise variazioni del carico di allenamento, in termini di frequenza e/o intensità;
  • un’eccessiva attività fisica e l’assenza, o l’eccessiva brevità, dei periodi di riposo;
  • variazioni dei terreni d’allenamento;
  • scarpe nuove e/o inadeguate;
  • ansia eccessiva e pressioni esterne in periodi particolari (come ad esempio partite o eventi sportivi importanti molto vicini tra loro).

 

Qual è il miglior trattamento? Il trattamento multi-modale.

Ad oggi le più recenti evidenze scientifiche ci suggeriscono che non è sufficiente una sola strategia di intervento per risolvere il dolore femoro-rotuleo, ma è la combinazione di tutte le opzioni sotto elencate che permette una gestione ottimale di tale problematica:

  • attenersi con costanza e scrupolosamente ad un programma di esercizi terapeutici;
  • sottoporsi a sedute di fisioterapia manuale passiva;
  • applicazione di bendaggi funzionali;
  • eventuale utilizzo di tutori per il ginocchio e/o plantari;
  • antinfiammatori e antidolorifici (sotto prescrizione medica), o infiltrazioni, e ghiaccio nella fase acuta.

 

Aspettateci fino a venerdì per conoscere quali sono le strategie più efficaci!
Stay Tuned

By Pier Damiano Bertini

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